TAURASI DOCG

Il vino a denominazione di origine controllata e garantita “Taurasi” è ottenuto da uve provenienti da vigneti costituiti dal vitigno Aglianico. L’Aglianico è un vitigno di grande tradizione, probabilmente originario della Grecia ed introdotto in Italia nel VII-VI secolo a. C. Incerta l’etimologia: alcuni rimandano all’origine greca del vitigno (Hellanico o Ellenico), altri alla antica città di Elea/Velia (Eleanico). I vini più famosi della Roma antica erano prevalentemente ricavati da uve Aglianico. Il Porta (1592) identificò le viti Helleniche con le antiche Helvolae descritte da Plinio e Columella. Il nome originario (Ellenico o Ellanico) secondo alcuni divenne Aglianico durante la denominazione aragonese, nel corso del XV secolo. Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione del vino “Taurasi” devono essere quelle tradizionali dell’areale di produzione e comunque atte a conferire alle uve e al vino derivato le specifiche caratteristiche di qualità. I rossi di Orneta sono prodotti con uve Aglianico proventi dai circa 13 ettari di vigneti situati in agro di Fontanarosa, Montefalcione, Paternopoli a circa 500 metri sul livello del mare. Il terreno di origine mesozoica integrato dagli apporti vulcanici del Vesuvio, per la permeabilità e la ricchezza in potassio produce uve cariche di polifenoli ed acidi che danno complessità e longevità al vino. La conservazione e l’invecchiamento vengono effettuati secondo i metodi tradizionali e comunque in maniera tale da non modificare le caratteristiche proprie del vino.

GRECO DI TUFO DOCG

Il Greco è un vitigno importato dalla Tessaglia e diffuso prima sul Vesuvio e poi in Irpinia. L’uva, anticamente chiamata Aminea gemella perché sviluppa molti grappoli doppi, secondo Plinio, Virgilio e Columella, dava un vino bianco con grande capacità di invecchiamento. La conferma dell’origine millenaria di questa vite è data dal ritrovamento a Pompei di un affresco risalente al I sec. a. C., in cui viene menzionato il vino Greco. L’areale del Greco di Tufo è situato in una zona di cerniera tra l’Irpinia e il Sannio, ricca di lussureggianti pendii collinari. I terreni sono di origine vulcanica, mentre la particolare conformazione gessifera e solfifera dei comuni facenti parte della DOCG è dovuta al periodo Miocenico, con la zona collinare costituita per intero da banchi di tufo. Le particolari caratteristiche di questi terreni, ricchi di minerali e la forte presenza di potassio e magnesio, oltre che favorire l’attività vegetativa della vite, contribuiscono a far acquisire al vino aromi intensi e profumi folti, continui e soavi.

FIANO DI AVELLINO DOCG

Le origini del Fiano sono controverse. Il vitigno è con tutta probabilità di origine romana, giacchè era detto Latino. Circa l’etimologia, secondo Plinio – poi citato da Columella -, il nome deriva da Apianus, cioè dalle uve Apiane, la cui dolcezza attraeva particolarmente le api. Le prime testimonianze certe risalgono al XII secolo. Il vino fu caro al grande imperatore Federico II di Svevia che ne raccomandava l’acquisto in Campania. Fu apprezzato anche da Carlo d’Angiò, che volle 16.000 viti in una delle sue vigne reali a Manfredonia. A circa 600 metri di altezza s.l.m. in terreni di arenarie e brecciole alternate a marne ricoperte da materiali piroplastici venuti dai Flegrei e poi dal Vesuvio nasce il Fiano di Avellino di Orneta in agro di Candida e Montefalcione (5,41 ha).

IRPINIA AGLIANICO DOC

L’Aglianico è un vitigno di grande tradizione, probabilmente originario della Grecia ed introdotto in Italia nel VII-VI secolo a. C. Incerta l’etimologia: alcuni rimandano all’origine greca del vitigno (Hellanico o Ellenico), altri alla antica città di Elea/Velia (Eleanico). I vini più famosi della Roma antica erano prevalentemente ricavati da uve Aglianico. Il Porta (1592) identificò le viti Helleniche con le antiche Helvolae descritte da Plinio e Columella. Il nome originario (Ellenico o Ellanico) secondo alcuni divenne Aglianico durante la denominazione aragonese, nel corso del XV secolo. I rossi di Orneta sono prodotti con uve Aglianico proventi dai circa 13 ettari di vigneti situati in agro di Fontanarosa alla località Monte, Montefalcione alla località Fortuna, Paternopoli alla località Nocelleto a circa 500 metri sul livello del mare. Il terreno di origine mesozoica integrato dagli apporti vulcanici del Vesuvio, per la permeabilità e la ricchezza in potassio produce uve cariche di polifenoli ed acidi che danno complessità e longevità al vino.

CAMPANIA FALANGHINA IGT

La Falanghina è un vitigno a uva bianca, già conosciuto in epoca romana. Furono probabilmente i mercanti romani ad importare questa uva dalla Grecia, diffondendone la coltivazione al Centro e al Sud. Infatti, sembra che il nome della varietà Falanghina derivi dal latino “phalangae”, cioè “legata al palo” per l’antico sistema di coltivazione con cui veniva fatta crescere la vite. Viceversa, la viticoltura greca rispetto a quella latina non prevedeva l’utilizzo del palo come tutore dei ceppi di vite. La nobiltà del vitigno è testimoniata anche dalla presenza di una “Falanchina” nel Real Orto Botanico di Napoli. Negli anni Trenta la Falanghina viene inserita tra i migliori vitigni italiani, tanto da auspicarne la diffusione nel Mezzogiorno per migliorare la produzione. Oggi la Falanghina in Campania sta vivendo un momento di rinnovata riscoperta e valorizzazione.