NEL MUSEO ARCHEOLOGICO PROVINCIALE DI AVELLINO GLI UNGUENTARI DEL II SEC. D. C.

Dai Micenei ai Fenici, dai Greci ai Romani l’olio ha sempre trovato impiego in molti usi quotidiani. Infatti, l’olio per gli antichi non era soltanto una risorsa alimentare, ma era usato anche come cosmetico e come coadiuvante dei massaggi: è il caso degli atleti, in particolare di coloro che si dedicavano alla lotta, che usavano cospargere i muscoli di olio, sia per il riscaldamento degli stessi, sia per sfuggire alla presa degli avversari e anche per alleviare il dolore prodotto dalle contusioni subite nella lotta con l’avversario. In effetti, l’atleta greco faceva un uso massiccio dell’olio di oliva; si calcola ne consumasse circa 25 litri all’anno per le pratiche ginniche in palestra. Le matrone romane non erano da meno! L’olio era anche l’elemento base per preparati cosmetici rivolti, oltre alla realizzazione di un effetto estetico, alla prevenzione delle rughe, al mantenimento di una pelle giovane ed elastica, alla difesa in caso di irritazione. Per quel che riguarda la nostra area geografica, il Museo Archeologico Provinciale di Avellino conserva tutta una serie di unguentari, provenienti dagli scavi archeologici di Aeclanum (Passo di Mirabella, AV), dove si trovava una vetreria, attiva nel II Sec. d.C., specializzata nella produzione di contenitori di vetro per unguenti, preparati a base di olio, oli profumati. I numerosi reperti archeologici rappresentano una testimonianza indiretta della presenza della coltura dell’ulivo nella nostra zona fin dal tempo dei Romani. (L’olio di oliva extravergine. Caratteristiche e tipicità delle produzione irpine, a cura di Anna De Marco e Maria Grazia Volpe, Cues, Fisciano-SA, 2012)

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